I primi insediamenti nella zona, come testimoniano numerosi reperti archeologici, risalgono al paleolitico.  

In epoca etrusca si sviluppò una rete di villaggi, successivamente colonizzati dai romani, mentre l‘effettivo consolidamento degli insediamenti abitativi si ebbe in epoca medievale quando i Conti Alberti vi costruirono un castello per il controllo dell‘asse viario Firenze-Pisa.  

All‘inizio del XIII secolo Firenze strinse d‘assedio il borgo di Montelupo e ne distrusse le  fortificazioni. Sono gli stessi fiorentini a ricostruire in pochi anni un castello, favorendo il ripopolamento della zona e promuovendo lo sviluppo della lavorazione artigianale delle  

ceramiche.

Inizia l‘epoca d‘oro di Montelupo che diventa centro di scambi commerciali legati alla produzione della ceramica, toccando il suo massimo splendore tra il 1450 e il 1530.

In seguito alle ripercussioni della grande crisi degli anni trenta del cinquecento, accentuata dalla peste che colpì duramente la zona, è solo agli inizi del settecento, con l‘avvento al potere dei Duchi di Lorena che Montelupo si ripopolà², recuperando le attività  artigianali e dedicandosi alla ripresa delle attività  agricole.

 

Dal Granducato alla Seconda Guerra Mondiale

Dal 1815 Montelupo Fiorentino fece parte del Granducato di Toscana fino al 1861, anno dell‘Unità  d‘Italia. Nell‘immediato periodo postunitario, furono avviate importanti opere viarie, senz‘altro strategiche per la posizione del paese, quali ad esempio la costruzione della nuova strada (Empolese)  che permise di collegare Montelupo e Montespertoli (terminata nel 1868).  

La Ceramica, in questo periodo, fu caratterizzata dalla realizzazione di prodotti di largo consumo (stoviglieria eccetera) piuttosto che dalla produzione artistica dei secoli precedenti.

Dopo la prima guerra mondiale la nuova temperie politica coinvolse il territorio con forti tensioni sociali, precedenti l‘avvento del fascismo che culminarono in violentissimi scontri in seguito ai quali diverse amministrazioni comunali, tra cui Montelupo, furono commissariate.

Nel 1944 , con la costituzione della Repubblica di Salò e l‘eliminazione dell‘Istituto del Podestà , a capo del governo Montelupino venne nominato un commissario direttamente legato al nuovo partito repubblicano (risorto dal partito fascista).  

In questo periodo Montelupo visse le ore pi๠tragiche di tutta la sua storia.

La notte dell‘8 marzo 1944, come risposta agli scioperi dei giorni precedenti, furono deportati nei campi di sterminio 21 cittadini.  

Solo cinque di essi tornarono vivi. La deportazione  fu messa in atto dalle autorità  italiane con la partecipazione diretta di cittadini della comunità  montelupina.

Questa lacerazione inserisce appieno Montelupo nelle “grandi narrazioni“ storiche del XX secolo e l‘episodio è divenuto parte integrante della memoria del territorio.

 

Il dopoguerra

Come tutta la Toscana, nel dopoguerra il territorio si caratterizzò per una esplosiva, e a volte caotica, crescita economica, che si indirizzò verso la rinascita delle industrie, in particolare quelle vetrarie e ceramiche, e verso l‘imprenditoria legata alla gestione delle imprese agricole mezzadrili.

Considerando che la tipicità  dello sviluppo toscano era data dalla caotica “creatività “ degli anni ‘50 e che, in distretti tipici quale era Montelupo, la produzione era strettamente affiancata alle unità  abitative, si comprende come questo sia stato un passo epocale per l‘intera area.  

L‘alluvione del 4 novembre 1966 , che coinvolse buona parte della provincia di Firenze, provocò gravissimi danni in quasi tutto l‘abitato del comune, con due vittime fra la popolazione.

 

Il paese della ceramica

Dalla metà  degli anni ‘70, a seguito del rinvenimento di notevoli quantità  di materiale ceramico, iniziò un importantissimo percorso di riscoperta e valorizzazione del proprio passato, legato alla produzione della ceramica: la caratterizzazione del Comune come paese della ceramica è andata evidenziandosi attraverso il coinvolgimento sempre pi๠ampio della cittadinanza, delle realtà  produttive, di partner sempre pi๠numerosi, sotto l‘attenta supervisione delle amministrazioni comunali che si sono succedute.

Nel 1983 è stato inaugurato il Museo della Ceramica, spostato nel 2008 nell‘amplissima sede di Piazza Vittorio Veneto; nel maggio 2007 è stato inaugurato il museo archeologico  dell‘Ambrogiana; sono stati realizzati importanti lavori viari, tra cui la realizzazione della variante alla Strada Provinciale, che ha permesso la deviazione del traffico proveniente da Ginestra  Fiorentina, prima costretto a transitare per il centro storico.

Le problematiche che hanno investito il territorio, in particolare dal secondo dopoguerra ad oggi, hanno visto una risposta composita nella quale le inevitabili ombre derivate dall‘agire “qui e ora“ sono ampiamente superate dagli spazi di luce dati dalla consapevolezza della propria storia, da un “disegno“ pi๠generale, elastico e adattabile alle diverse  esigenze, che fanno del territorio montelupino una realtà  composita, vivace e reattiva, in grado di rispondere ai recenti cambiamenti epocali.